Grandi opportunità per piccole e grandi associazioni e operatori del settore cinofilo.

La legge 4/2013 è nata per dare riconoscimento e visibilità a forme giuridiche, associative e organizzative che sempre più svolgono un ruolo essenziale nello sviluppo economico del mercato delle professioni e che differiscono da quelle che, per legge, sono organizzate in ordini e collegi.
In tal modo la legge ha promosso una responsabilizzazione delle professioni organizzate in associazioni incoraggiando una maggiore qualità delle prestazioni attraverso una crescita delle competenze, una maggiore tutela del consumatore e una garanzia di trasparenza nei confronti del mercato.

Senza risultare particolarmente restrittiva, definisce gli elementi necessari che tali associazioni devono avere:
– avere natura privatistica su base volontaria, valorizzare le competenze degli associati, prevedere un codice deontologico
– garantire la trasparenza nei confronti del mercato e democraticità tra gli associati (per cui non devono sussistere vincoli di rappresentanza esclusiva)
– promuovere e garantire la formazione permanente
– assicurare forme di garanzia per il consumatore (es. sportello del consumatore)

Inoltre, dispone all’art. 5 l’obbligo di pubblicare su sito Web determinati elementi informativi: oltre all’obbligo di pubblicità delle informazioni, le associazioni devono chiarire (e autorizzare) il riferimento all’associazione quale attestato di qualità e di qualificazione dei propri servizi, ove previsto in rispetto degli art. 7 e 8 e dell’art 81 del D.lgs 59/2010. Pertanto, diciture alterate o omissioni (es. attestato di qualità, certificazione di qualità, accreditamento, corsi accreditati, ecc…) che inducono in confusione il mercato devono considerarsi vietate.
Le associazioni che rilasciano attestato di qualità e di qualificazione dei servizi sono inserite nell’elenco del Ministero dello Sviluppo economico, elenco che ha finalità esclusivamente informativa e non un valore di giudizio o graduatoria da parte del Ministero stesso.

Questi sono i requisiti assolutamente fondamentali per essere in regola con la 4/2013.

Oltre tali requisiti, le associazioni non possono:
a) utilizzare espressioni che possano far pensare a un riconoscimento pubblico
Ad esempio, l’uso della parola “nazionale, regionale, europeo” in riferimento agli elenchi dei propri associati.
b) utilizzare l’aggettivo “accreditati” riferito a corsi e centri di formazione per conferirgli un particolare riconoscimento.
Il concetto di “accreditamento” è estraneo alle competenze delle associazioni professionali come previste nella legge 4/2013 e ha un particolare significato collegato al regolamento europeo 765/2008. In tale contesto, solo un organismo di valutazione della conformità può essere legittimamente accreditato dall’ente unico nazionale di accreditamento (che in Italia è ACCREDIA).
Quindi, una associazione professionale non può “accreditare” i propri soci né può accreditare scuole o corsi di formazione, se mai si dovranno l’associazione accetta e riconosce, a fini interni, attività formative svolte da terzi.
c) rilasciare “certificazioni“. Si chiarisce che non è compito dell’associazione professionale certificare i propri soci, ma spetta ad un organismo di certificazione.
Infatti, la “certificazione” di qualità non va confusa con l’attestazione che le associazioni professionali possono rilasciare ai propri iscritti ai sensi degli artt. 4, 7 e 8 della legge 4/2013, in quanto essa può essere rilasciata solo da un organismo di certificazione. L’attestazione rilasciata dall’associazione può, se mai, rivestire il carattere di “attestato di qualità e di qualificazione professionale dei servizi” prestati dall’associato ai sensi dell’art. 4.
Infine, la 4/2013 prevede che l’attività professionale possa essere svolta anche se non si è iscritti a una associazione (l’unico obbligo, art. 1 comma 3, è di fare riferimento agli estremi della legge stessa) e la possibilità, agli art. 6 e 9, di ottenere da un organismo di certificazione, la certificazione di conformità a una norma tecnica relativa all’esercizio della propria professione.

Per ulteriori approfondimenti:
Sito Ministero dello Sviluppo Economico: FAQ sulla 4/2013
Sito Ministero dello Sviluppo Economico: Approfondimento sulla 4/2013
Sito Colap

Legale Rappresentante F.C.C. SRLS
Cinzia Marconi

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